Richard Wright(Pink Floyd) - "Love scene V. 4"
mercoledì 17 settembre 2008
giovedì 28 agosto 2008
suonatori del piffero
L'Italia, come ben sappiamo, è stata per molto tempo classificata in base a stereotipi folkloristici a sfondo discriminatorio.
Ricordiamo: il paese delle banane, italiaspaghettimandolinopizza, andreottimafia, etcetc.
Lascio, per amor di vita, da parte il fenomeno dell'ottavo nano che tutti stanno vivendo.
Come dimenticare poi che il nostro belpaese è un luogo dove le minoranze politiche e dirigenziali, pubbliche o private che siano, detengono da tempo immemore le redini di giochi economici e di qualsiasi altra natura.
Un malcostume probabilmente tutto nostrano che viene taciuto per i più e difeso a denti stretti riguarda l'ambito dell'arte; nello specifico quello musicale che è ammorbato da varie patologie dalle quali sembra non ci sia rimedio, uno tra i tanti è il fenomeno del "playback".
Pensavo, francamente, che fosse una questione che riguardasse soltanto la televisione per i suoi tempi tecnici, per i suoi limiti di diffusione, per la sua scarsa prestazione in un ambito culturale.
Chi non si ricorda quei programmi in bianco e nero che ogni tanto la RAI fa rivedere in cui si trova un Celentano o un Gino Paoli costretti a mimare le proprie canzoni !?!
Erano tempi in cui la tv non aveva strumenti per adattarsi alla prestazione musicale vera e propria, erano tempi e c'erano tecnologie da cui non potevamo pretendere di più.
Ma oggi? come si spiega che questo fenomeno non sia scomparso e sia addirittura uscito dallo schermo inquinando quei momenti detti "live"!?!
La fortuna che ho avuto in questi anni è quella di aver conosciuto molti musicisti professionisti e tecnici audio che lavorano nell'ambito della musica-live.
Ho saputo, ad esempio, che il gruppo dei Pooh canta e suona in playback.
L'ho saputo da un tecnico che ha lavorato in turné con loro. Ma anche da un altro amico che fa il musicista di professione.
Pensate che I Pooh, durante i concerti, non solo hanno una regia per i suoni, con mixer e tutto ma una troupe anche per le riprese video; due gruppi di tecnici che coordinano e sicronizzano la mimica della prestazione live con il suono dei cd. Tutto per far sembrare che il concerto live ci sia veramente!!!
...e quindi a volte si vede il batterista, D'Orazio, che suona il rullante ma dalle casse si sente uscire il suono dei piatti...notevole, vero ? per non parlare della parte cantata in cui dei software sofisticati correggono o sosttuiscono le storpiature vocali..che figata!
alla faccia di chi studiando sodo si impegna per anni ad allenandosi con gran dispendio di energie e di soldi. E questo solo per fare un esempio.
Ma non è solo il mondo del rock (?????) che presenta questi sintomi ameni....c'è, pensate tutto un mondo, quello del liscio, dove intere band suonano in playback nonostante i musicisti sappaino suonare. Capita che questi poveretti non riescano a suonare per 15, 20, 25 serate al mese.
Ora ho capito perché i giovani musicisti per emergere devono andare in tv in programmi di merda come X Factor.
Perché ci sono degli stronzi che un tempo erano musicisti che si sono venduti al vile denaro.
Vuoi vedere che questo è un altro di quei luoghi comuni dove vige la legge del più stronzo.
Ricordiamo: il paese delle banane, italiaspaghettimandolinopizza, andreottimafia, etcetc.
Lascio, per amor di vita, da parte il fenomeno dell'ottavo nano che tutti stanno vivendo.
Come dimenticare poi che il nostro belpaese è un luogo dove le minoranze politiche e dirigenziali, pubbliche o private che siano, detengono da tempo immemore le redini di giochi economici e di qualsiasi altra natura.
Un malcostume probabilmente tutto nostrano che viene taciuto per i più e difeso a denti stretti riguarda l'ambito dell'arte; nello specifico quello musicale che è ammorbato da varie patologie dalle quali sembra non ci sia rimedio, uno tra i tanti è il fenomeno del "playback".
Pensavo, francamente, che fosse una questione che riguardasse soltanto la televisione per i suoi tempi tecnici, per i suoi limiti di diffusione, per la sua scarsa prestazione in un ambito culturale.
Chi non si ricorda quei programmi in bianco e nero che ogni tanto la RAI fa rivedere in cui si trova un Celentano o un Gino Paoli costretti a mimare le proprie canzoni !?!
Erano tempi in cui la tv non aveva strumenti per adattarsi alla prestazione musicale vera e propria, erano tempi e c'erano tecnologie da cui non potevamo pretendere di più.
Ma oggi? come si spiega che questo fenomeno non sia scomparso e sia addirittura uscito dallo schermo inquinando quei momenti detti "live"!?!
La fortuna che ho avuto in questi anni è quella di aver conosciuto molti musicisti professionisti e tecnici audio che lavorano nell'ambito della musica-live.
Ho saputo, ad esempio, che il gruppo dei Pooh canta e suona in playback.
L'ho saputo da un tecnico che ha lavorato in turné con loro. Ma anche da un altro amico che fa il musicista di professione.
Pensate che I Pooh, durante i concerti, non solo hanno una regia per i suoni, con mixer e tutto ma una troupe anche per le riprese video; due gruppi di tecnici che coordinano e sicronizzano la mimica della prestazione live con il suono dei cd. Tutto per far sembrare che il concerto live ci sia veramente!!!
...e quindi a volte si vede il batterista, D'Orazio, che suona il rullante ma dalle casse si sente uscire il suono dei piatti...notevole, vero ? per non parlare della parte cantata in cui dei software sofisticati correggono o sosttuiscono le storpiature vocali..che figata!
alla faccia di chi studiando sodo si impegna per anni ad allenandosi con gran dispendio di energie e di soldi. E questo solo per fare un esempio.
Ma non è solo il mondo del rock (?????) che presenta questi sintomi ameni....c'è, pensate tutto un mondo, quello del liscio, dove intere band suonano in playback nonostante i musicisti sappaino suonare. Capita che questi poveretti non riescano a suonare per 15, 20, 25 serate al mese.
Ora ho capito perché i giovani musicisti per emergere devono andare in tv in programmi di merda come X Factor.
Perché ci sono degli stronzi che un tempo erano musicisti che si sono venduti al vile denaro.
Vuoi vedere che questo è un altro di quei luoghi comuni dove vige la legge del più stronzo.
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